Friday, January 20, 2017

I fantasmi di Lubiana

Fantasmi e pulizie etniche dei Balcani

La storia che non conosci

Tratto dai libri : 
"Eroi o Criminali?" di Booksprint Edizioni. Autore Giovanni Consigli
"Italiani brava gente?" Edizioni Neri Pozza. Autore Angelo Del Boca


Isola di Rab (Croazia), notte di luna piena sul mare..... figure trasparenti su muovono sull'acqua formando un cerchio dentro il quale emerge dall'acqua una figura umana  .... nonostante la trasparenza della figura si comprende che si tratta di un fantasma femminile. Tutto intorno l'acqua ribolle formando un alto strato di schiuma bianca, centinaia di altre figure emergono dalla candida schiuma marina. Si forma presto un enorme cerchio di fantasmi intorno alla figura femminile ..... Anna, Anna, Anna, Anna... tutti la chiamano ... .... poi  un canto sommesso multivoci si diffonde leggerissimo ...... 

Anna La Bella di Lubiana

Una mattina mi son svegliata .....

oh bella ciao oh bella ciao, bella ciao, ciao, ciao .... 

una mattina mi son svegliata ed ho trovato l'invasor, 
e poi son stata portata via ....

oh bella ciao oh bella ciao, bella ciao, ciao, ciao ...

e poi son stata portata via, la mia Lubiana non rivedrò.
e qui son morta di fame e stenti ...

oh bella ciao oh bella ciao, bella ciao, ciao, ciao..

e qui son morta seviziata e mai più ritornerò, 
poi mi han gettata in fondo al mare

oh bella ciao oh bella ciao, bella ciao, ciao, ciao

poi mi han gettata in fondo al mare per non esister più
ma queste son l'onde di Anna bell'Anna ...

oh bella ciao oh bella ciao, bella ciao, ciao, ciao  .... 

Queste son l'onde di Anna bell'Anna, per non dimenticarla mai,
Queste son l'onde di Anna bell'Anna, per non dimenticarla mai


Questa canzone che noi conosciamo come "Bella ciao" è una canzone slava che fu ripresa e cambiata nelle parole, ed usata nella ex Yugoslavia durante i due anni e mezzo di feroce occupazione italiana dei Balcani. 
Dopo  il fatidico settembre 1943, questa canzone  fu "Rubata" dai soldati italiani, che avevano per 18 mesi sterminato sloveni e croati e che ora scappavano in Italia. Molti di quegli assassini seriali divennero partigiani e questa canzone divenne la bandiera della resistenza. Questa canzone che cantavano le popolazioni slave prima di essere ammazzate e torturate, fu usata per cancellare i crimini italiani e trasformare il vergognoso passato nazionale, in periodo epico ed eroico, su cui fondare la nuova Italia.

Anna è la bandiera di tutte le vittime della ferocia italiana ( solo in piccola parte fascista) nei Balcani tra marzo 1941 e settembre 1943. Sono stati commessi da soldati italiani comuni, migliaia di crimini mai conosciuti e nemmeno immaginabili, centinaia di migliaia di persone scomparse, scomparse nel nulla, mai esistite. Immani sofferenze di un numero imprecisato di vittime sulla intera costa balcanica sono state cancellate. Immani crimini divenuti inesistenti e gli assassini premiati, onorati .  Questo è un atto di giustizia necessario per Anna.


L'origine della Tragedia di Anna :
Ottobre 1940 l'esercito italiano invade la Grecia per prenderne possesso, ma la controffensiva ellenica ricaccia gli invasori fuori dal territorio nazionale e li confina in Albania.
Marzo 1941 Albania, l'esercito italiano è sul punto di soccombere ed a Belgrado un colpo di stato pone al comando della Yugoslavia un militare al servizio degli alleati angloamericani. Le sorti della alleanza italo tedesca sono in forte pericolo ed hitler é costretto ad inviare un corpo d'armata in soccorso dell'alleato italiano che sta per essere sconfitto, portando così il nemico sui confini tedeschi.
Aprile 1941 Grecia e Balcani :  l'esercito tedesco conquista ed occupa in 14 giorni tutta la Grecia ed i Balcani, l'alleato italiano è salvo e la minaccia di una invasione anglo americana è sventata.
Maggio 1941 Grecia e Balcani: Mussolini ottiene dall'alleato il controllo diretto di una parte dei territori conquistati dal esercito tedesco. Finiscono in mano italiana la maggior parte delle isole greche, la Dalmazia,  il Quarnaro, il Montenegro, il Kosovo e parte della Slovenia. Il sogno italiano di porre il dominio su tutta la costa balcanica stava realizzandosi.


Gli avvenimenti Criminali :
Diveniva prioritaria la italianizzazione forzata di tutta la costa, il progetto di pulizia etnica prendeva corpo

Lo stato maggior italiano distolse l'attenzione dal fronte africano per concentrarsi sulla tremenda Pulizia etnica dei Balcani ed a tale scopo vi inviò un corpo d'armata di 650.000 uomini.

oltre un milione di soldati italiani furono impegnati tra Balcani e Grecia, lasciando così il controllo del mediterraneo alla flotta inglese ed indebolendo il fronte africano il cui peso maggiore fu lasciato sulle spalle di Rommel . Una mossa fatale per l'Asse.
Ma allo stato maggiore italiano importava di più prendere possesso della costa greco balcanica

Quando la Stupidità è pure Criminale : 
Lo stato maggiore italiano per il proprio fine di impossessarsi del mare Egeo e della costa balcanica sterminando le popolazioni, tolse forza vitale ai punti nevralgici della guerra come il mediterraneo ed il fronte africano, decretando così la propria sconfitta e quella tedesca. 
L'esercito tedesco per correre in soccorso del alleato italiano e colmare tre enormi falle che esso aveva creato con le sue guerre di conquista, si trovò a dover sostenere tre enormi fronti : Balcani, Grecia, Nord Africa. Quel aiuto fu la mossa Fatale.
Grandi distanze, ma sopratutto l'inesistente presenza della marina e del aviazione italiana nel mediterraneo, permetteva il facile e continuo rifornimento del esercito anglo americano in Nord Africa. 
La partita si giocava sul mare mediterraneo, dove la posizione dell'Italia aveva tutti i migliori vantaggi per poterlo controllare
lo stato maggiore italiano invece se ne disinteressò ed impiegò un milione di soldati per italianizzare la costa balcanica e la Grecia, con stermini e deportazioni.
La sconfitta era così segnata e non valsero le gesta di Rommel, la sproporzione di forze in favore degli anglo americani divenne abissale con il mediterraneo sotto il loro controllo.
Intanto che Rommel e l'Africa Corp tedesca reggevano il fronte africano, qualcuno sulla costa balcanica faceva a gara col tempo per sterminare i popoli slavi e sostituirli con genti italiche. 

Il martirio dei Balcani da maggio 1941 al settembre 1943





Slovenia : mussolini e lo stato maggiore del esercito italiano erano già convinti che i confini italiani comprendessero già i territori sloveni ed erano disposti a concedere alla nuova regione italiana una sorta di benevole autonomia. Una autonomia però soggetta a fascistizzazione e sottomissione. Quando i primi ribelli iniziarono a dare fastidio accusarono quelle genti di ingratitudine ed iniziarono immediatamente le repressioni.  
Soldati vennero  inviati a distruggere senza alcuna pietà, ecco cosa scrivevano due di loro alle famiglie :Abbiamo distrutto tutto da cima a fondo senza risparmiare gli innocenti. Uccidiamo intere famiglie ogni sera, picchiandoli a morte o sparando contro di loro. Se cercano soltanto di muoversi tiriamo senza pietà e chi muore muore.” e poi ancora : “Noi abbiamo l'ordine di uccidere tutti e di incendiare tutto quel che incontriamo sul nostro cammino, di modo che contiamo di finirla rapidamente. 
Quando poi si capì che tutta la popolazione non si sarebbe sottomessa, allora si pensò di bonificare l'intera regione, deportando tutti gli abitanti. Mussolini non avrebbe rinunciato ad annettersi la Slovenia per nessun motivo, la regione doveva essere abitata da soli italiani, i cosidetti barbari non ne erano degni, andavano eliminati
Nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1942 le autorità militari italiane cinsero con filo spinato e reticolati l'intero perimetro di Lubiana, al fine di operate un rastrellamento completo della popolazione maschile della città, disponendo un ferreo controllo su tutte le entrate e le uscite. Il recinto era lungo ben 41 chilometri e nel suo corso vennero dislocati sessanta posti di guardia, nonché quattro stazioni fotoelettriche. La città venne divisa in tredici settori e furono raccolti 18.708 uomini e mandati in campo di concentramento. I comandi italiani a Lubiana instaurarono il regime del terrore, liquidando senza processo 21 gruppi di ostaggi per un assieme di 145 uomini. Furono assassinati col solo proposito di intimidire la popolazione, senza processo formale, senza prove di colpevolezza, vittime innocenti, arrestate dalle pattuglie militari nelle vie cittadine e passate per le armi .                                 Ma il peggio della repressione si sviluppò nelle campagna intorno a Lubiana, dove ogni villaggio fu incendiato, le popolazioni fucilate, impiccate, arse vive o deportate nei campi della morte. 
I soldati e gli ufficiali razziavano ogni cosa e poi incendiavano le abitazioni così che anche chi non era stato ucciso o catturato non aveva più sostentamento. I criminali responsabili di questi sistematici stermini, non sono mai stati ne processati ne puniti nonostante i loro nomi ed i loro ordini criminali siano noti e documentati. 
Sono il gotha del esercito italiano, i decorati generali mario roatta, mario robotti gastone gambara , taddeo orlando, alessandro maccario, vittorio ruggero, guido cerruti, carlo gherri, renzo montagna, umberto fabbri, gherardo magaldi, edoardo quarra, il commissario per la provincia di Lubiana, emilio grazioli. Ma non vanno dimenticati i governatori della Dalmazia tali giuseppe bestianinni e francesco giunta ed il governatore del Montenegro il criminale pirzio biroli.
Eclatante prova di tanta ferocia si riassume nella famosa circolare 3C a firma di mario roatta, indicava i sistemi per contrastare e liquidare i ribelli in Slovenia e Dalmazia. Si legge tra le tante assurde cattiverie l'ordine di incendiare villaggi, razziare tutto il possibile, fucilare ostaggi e deportare ogni possibile sospetto. Ordinava di rifiutare la qualità negativa del buonismo. 
Gli faceva eco il generale robotti che richiamava le sue truppe al rispetto degli ordini impartiti lamentando testualmente che in Slovenia si ammazza troppo poco. 
Non era da meno nemmeno il maggiore agueci quando ordinava ai soldati : Ubbidite agli ordini ! gli sloveni devono essere ammazzati tutti come cani e senza alcuna pietà. 
 Il motto e l'ordine preciso impartito era : 
Ammazza e porta via tutto perchè ciò che prendi e ben preso. 
L'incitamento alla strage al saccheggio era nelle precise direttive del comando militare. 
Il commissario civile Rosin del distretto di Longatico così descrive la situazione nel agosto del 1942 : Si procede ad arresti, ad incendi, a fucilazioni, senza un perchè. Nei paesi avvengono scene orrende pietose dove donne e bambini in ginocchio supplicano inutilmente i nostri soldati di non incendiare le case e di non uccidere i famigliari. Le fucilazioni in massa fatte a casaccio e gli incendi dei paesi fatti per il solo gusto di distruggere sono il gusto dei granatieri . I nostri soldati sfogano sui civili inermi la rabbia che non hanno potuto sfogare sui ribelli.
Le denunce di Rosin ( che fu poi mandato al confino), trovano riscontro nelle lettere che i soldati scrivevano a casa. Il 9 luglio 1942 il soldato lorenzo tamburini del 25° reggimento fanteria scriveva alla moglie : cara Tota, anche oggi siamo stati tradotti in treno a incdendiare due villaggi di ribelli , non riesco a descriverti il macello che abbiamo fatto, ma ho preso un gran bottino di abiti civili, scarpe, lenzuola, borse anche per te. Qualcosa ho già venduto perchè tra tre giorni attaccheremo un altro villaggio e non so dove mettere la merce, dovrò venderla. Gli ufficiali hanno sacchi pieni di roba , ma loro usano i muli......
Un altra testimonianza ce la fornisce il cappellano militare Don Pietro Brignoli , aggregato alla fanteria granatieri di sardegna che nel 23 luglio 1942 scriveva dopo l'attacco al paese di Kotel:
… “ma come lasciammo quel disgraziato paese.. lo lasciammo con vecchi senza figli, donne senza mariti, bambini senza padri, genti impotenti private delle case che erano state bruciate, completamente prive di mezzi di sopravvivenza, non avevano più stalle, pollai, campi, tutto era stato spogliato, li lasciammo ignudi a morire di fame”
Qualcuno sopravvisse alle deportazioni, quando ancora ci si preoccupava di più delle merci razziate che dei civili da deportare. Ma nel maggio del 1942 tutto accelerò e prese una valenza di sistematica pulizia etnica, quando roatta incontrò mussolini a Fiume e gli prospetto l'internamento di 30.000 sloveni in campi di concentramento che dovevano essere costruiti in fretta. Musssolini che già aveva approvato le deportazioni di centinaia di migliaia di civili in africa elogiò questo modo di procedere. Infatti già nel giugno del 1942 iniziarono le deportazioni sistematiche. Occorreva sgomberare il più possibile la zona di Lubiana per fare posto alle famiglie italiane e vennero inviati nella zona altri  60.000 soldati per la più efferata operazione di repressione e deportazione che sia mai stata fatta in slovenia. 
Per 5 mesi fino a novembre 1942 i soldati fecero a gara per uccidere, razziare, deportare civili nelle 31 prigioni a cielo aperto. La più tremenda fu costruita sul isola di Rab ( arbe in italiano ) una stupenda isola oggi meta turistica Croata, divenne un inferno per decine di migliaia di donne, vecchi bambini. 
Gli altri campi della morte erano disseminati dalla Slovenia al Albania : Melada, Mamula, Prevlaka, Cattaro, Zlarino,Kraljevica, Lopud, Kupari, Korica, Brac, Hvar . Gli altri campi erano situati in italia al Gonars, Visco, Monigo, Chiesanuova, e Renicci. Ma ne mancano ancora 13 al appello. 
In quei 5 mesi oltre 35.000 persone furono internate nei campi zeppi al inverosimile. Il resoconto della repressione durata due anni nella sola Lubiana, emerge da indagine di Tone Ferenc e del avvocato di Portorose, Dusan Puh, parla di 13.100 uccisi, 
Che dire di più ? Questi dati riguardano solo Lubiana e sono cifre tremende per una città, si può ben dire che ogni famiglia abbia avuto lutti e danni enormi. Noi italiani abbiamo il coraggio di celebrare le vittime delle foibe di Basovizza, e nasconderci queste ecatombi. 

Non meno feroci furono le repressioni in Quarnaro, in Dalmazia ed in Montenegro

Dalmazia entrò subito in vigore lo stato marziale, vennero tolte le scritte in Croato e proibiti giornali e manifesti e sciolte tutte le società . Istituiti i tribunali militari, in Dalmazia furono organizzate rappresaglie sui familiari di latitanti ribelli che portarono all'internamento di migliaia di persone. Solo per fare un esempio, l'ordinanza del 7 giugno 1942 stabilì che tutti coloro i quali avessero abbandonato i comuni di residenza per unirsi ai ribelli sarebbero stati iscritti in apposite liste, compilate da ogni comune. Le famiglie degli iscritti sarebbero state considerate ostaggi e deportati. I beni degli iscritti alle liste sarebbero stati confiscati o venduti al miglior offerente. I capovilla di ogni villaggio dovevano tenersi a disposizione dell'autorità civile e militare e contribuire alla ricerca e l'identificazione degli iscritti nelle liste. In caso di colpevole negligenza anch'essi sarebbero stati passati per le armi. Tanti croati finirono nei campi della morte di Rab e Gonars dove trovarono morti orrende. Tanti altri vennero trucidati nelle feroci repressioni portando con se anche le famiglie perse ad ostaggio. Il numero delle vittime delle repressioni italiane in Dalmazia è tuttora sconosciuto. Stessa sorte toccò ai ribelli del Quarnaro dove da Fiume guidava la repressione il prefetto attilio orsarri . Uno dei tanti documenti riporta un attacco nel comune di Primano,0 dove orsarri afferma che il suo battaglione aveva incendiato 5 villaggi e fucilato i civili, ad Opatija ( Abazia) il 6 giugno 1942 vennero fucilate 12 persone e deportate altre 131. nello stesso giorno un paesino a soli 9 km da fiume fu bruciato e gli abitanti fucilati.. ma gli esempi sono centinaia anche in Quarnaro.

Tantomeno scampò ai massacri il montenegro dove il feroce e pazzo pirzio biroli aveva a disposizione 6 divisioni e una squadriglia di aerei, per attuare i più grandi massacri, anche qui non ancora quantificati :

Montenegro il generale pirzio biroli che fu tra i peggiori criminali, incitava così le proprie truppe con un opuscolo destinato a soldati di stanza nel Montenegro . 
Si legge nel documento: 
Odiate questo popolo, è quel medesimo popolo che abbiamo combattuto per secoli sulle sponde dell'Adriatico. Ammazzate, fucilate, incendiate e distruggete questo popolo. 
La gloriosa divisione Alba incendiò interi villaggi e massacrò gli abitanti. 6 villaggi vennero bruciati nella zona di Čevo. testimoni raccontarono crimini orrendi, bambini uccisi dagli alpini come a un tiro al piccione. Tra le misure impiegate dai comandi militari vi furono anche i bombardamenti dell'aviazione contro villaggi e piccole cittadine il 3 agosto 1941.
Gli aerei distrussero i villaggi Skrbuse, Matesevo e Jablan Brdo
Il 2 dicembre 1941 i reparti del Regio Esercito irruppero nel villaggio di Pljevlja fucilando sul posto 74 civili e passando per le armi anche tutti i partigiani catturati. Il 6 dicembre l'esercito regio dispose un'ampia azione di distruzione dei villaggi: Causevici, Jabuka e Crljenica, che vennero bombardati e dati alle fiamme mentre tutti i civili catturati furono trucidati sul posto. Il 14 dicembre vennero fucilati 14 contadini nel villaggio di Drenovo, mentre nei villaggi di Babina Vlaka, Jabuka e Mihailovici vennero uccise 120 persone, tra cui donne e bambini, e incendiate 23 case. Su questi eccidi scriverà anche Tito nelle sue memorie:
Tutte le azioni compiute dalle truppe rispondevano alle direttive generali degli alti comandi militari e all'indirizzo voluto dalle autorità d'occupazione d'intesa con il governo di Roma. Tali direttive, nella pratica, si traducevano nel perentorio ordine di commetterei più efferati crimini su popolazioni civili. In quelle zone sperdute scomparvero centinaia di persone senza che mai più nessuno ne abbia avuto memoria.
E' Bene ricordare che le 10 divisioni del esercito italiano che controllavano il piccolissimo stato del Montenegro erano: 18° divisione messina, divisione reali carabinieri, regia polizia, regia guardia di finanza, cacciatori delle alpi, divisione emilia, divisione taro, divisione pusteria, divisione puglie, divisione venezia. 
 Il possente esercito italiano tolto dal importante frone africano, aveva di fronte bande di guerriglieri sotto la guida del colonnello dei cetnici Dragoljub Mihailovic che riuscì per un breve primo periodo a scacciare gli italiani. 
Il numero degli eroi Montenegrini che combattevano per liberare la loro terra non è conosciuto, ma diedero del filo da torcere al potente esercito invasore.
Tra il febbraio e l'aprile 1942 i battaglioni alpini "Ivrea" e "Aosta" operarono una serie di rastrellamenti nella zona delle Bocche di Cattaro, fucilarono i civili catturati e bruciarono 11 villaggi Bjelske, Krusevice, Bunovici, Gornje Morinje, Repaj, Zlijebi, Gornje Djurice, Sasovici, Kuta, Presjeka, Lastra, Kameno e Bakoci. 
 Il 7 maggio 1942 a Cajnice, si era verificato un attacco partigiano a seguito del quale erano morti alcuni soldati italiani, il generale del regio esercito, esposito, ordinò l'esecuzione dei 70 ostaggi che riuscirono a catturare tra la popolazione civile, seguendo le indicazioni dettate da Pirzio biroli che il 20 giugno fece fucilare 95 civili . Il 25 giugno a Cettigne in rappresaglia ad un attacco partigiano, furono fucilati 30 civili, i soli che riuscirono a catturare. 
Ben presto le regioni occupate si svuotarono, i più deboli catturati o uccisi e chi poteva scappava alla macchia. Non è possibile un resoconto completo sul numero delle vittime e dei danni che l'esercito italiano ha fatto in Montenegro. 

Dai documenti redatti dall'Alto Commissario emilio grazioli , ma anche da quelli dei generali roatta, robotti, orlando e gambara, emerge un conflitto che non si limita alla repressione contro il Fronte di Liberazione, ma che parte da una diversa visione politica del rapporto tra vincitori e vinti, tra razza dominatrice e popolazione assoggettata: quindi marcatamente razzista. 
Questo era ciò che diceva il generale orlando:
Occorre eliminare: tutti i maestri elementari, tutti gli impiegati comunali e pubblici in genere, tutti i medici, i farmacisti, gli avvocati, i giornalisti, i parroci, gli operai,
Orlando, intendeva l'eliminazione della massa attraverso la deportazione di migliaia di uomini nei campi di concentramento. 
 Viene anche adottata la politica della fame e della rapina, che consisteva nel privare le popolazioni di ogni bene di sopravvivenza, cibo, vestiario, riscaldamento. Questo metodo                            ideato dal gen. danioni e praticato da tutti i comandanti italiani, permetteva di appropriarsi di beni e di uccidere senza sforzi le popolazioni balcaniche. 

L'intento italiano mai confessato era quello di svuotare i Balcani delle loro popolazioni e sostituirle con genti italiche. 

Ancora oggi sento discorsi lamentevoli di persone che vorrebbero rivendicare il possesso italiano dei Balcani .....  subito un brivido gelato mi corre lungo la schiena !!!


Tanti italiani, ancora animati da un insensato nazionalismo, rifiutano la conoscenza del loro vero passato perché rifarebbero tutto, sperando di avere più fortuna.
A molti non importa se sono stati commessi crimini, non li condanneranno mai.... anzi !!
Rimangono sempre le solite ignoranti pretese di allora…. i retaggi di un risorgimento falso e criminale. ... "quelle terre erano nostre"....  ho sempre sentito dire da molti italiani di ogni età ed istruzione..."l'unico che si è fatto valere è stato mussolini, ma poi ha sbagliato alleato" .. Questo è un pensiero molto diffuso, in questa Italia del 3° millenio... sempre meno europea. 
Se domani ci fosse l'opportunità gli italiani tornerebbero di nuovo tutti fascisti. 
Abbiamo distorto la realtà perché non vogliamo ammetterla ma sopratutto non vogliamo condannarla. Nessuna presa di coscienza, perché non importa quasi a nessuno.... 

Ecco il discorso pronunciato al Teatro Ciscutti di Pola (Oggi Croazia) da Benito Mussolini il 20 settembre 1920, dando inizio alle brutali violenze contro le popolazioni slave del Istria: 
 «Qual è la storia dei Fasci? Essa è brillante! Abbiamo incendiato l’Avanti! di Milano, lo abbiamo distrutto a Roma. Abbiamo revolverato i nostri avversari nelle lotte elettorali. Abbiamo incendiato la casa croata di Trieste, l’abbiamo incendiata a Pola…»…«Di fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. 
I confini italiani devono essere il Brennero, il Nevoso e le Alpi Dinariche della Dalmazia. Il nostro imperialismo vuole raggiungere i giusti confini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espandersi nel Mediterraneo. Basta con le poesie. Basta con le minchionerie evangeliche»
.... potrebbe sembrare un discorso assurdo e pazzesco, frutto di un regime violento, ma ancora oggi avrebbe un grande seguito.....   


Tratto dal libro "Eroi o Criminali?" di Booksprint Edizioni. Autore Giovanni Consigli





Wednesday, January 18, 2017

Sigmundsherberg, Salvati dal nemico - Sigmundsherberg, Saved by the enemy

La Storia che non conosci.

Tratto dal libro "Eroi o Criminali?" di Booksprint Edizioni. Autore Giovanni Consigli

L'Austria del Imperatore Carlo 1° d'Asburgo, tra il 1917 e il 1918 salvò 600.000 italiani dimenticati dal loro stato. Furono fatti prigionieri e per questo condannati dal loro esercito, come disertori. Gli austriaci li mantennero in vita, nonostante il rifiuto del esercito italiano di farsene carico. Finita la guerra quei poveri ragazzi si avviarono verso casa, ma alla frontiera una tremenda sorpresa li attendeva ..... nemici e compagni d'arme si  erano cambiati di ruolo.


Le cifre del sacrificio italiano nella grande guerra parlano di oltre 650 mila morti e più di 400 mila mutilati. 
Non si parla mai dei 700 mila prigionieri italiani nelle mani degli austriaci, perchè questo fatto nasconde un altra vergogna italiana. 
Sebbene quella guerra fosse tremenda e feroce, gli accordi internazionali prevedevano che ogni nazione provvedesse al mantenimento dei propri soldati prigionieri degli avversari. Così i tedeschi rifornivano i francesi per il sostentamento dei propri soldati caduti prigionieri e lo stesso facevano i francesi con i tedeschi. 
Anche l'Austria riforniva di viveri, vestiario, medicine e denaro l'italia per il mantenimento e la cura dei propri prigionieri catturati dagli italiani. I soldati prigionieri austriaci (in gran parte Croati) che lo sapevano, reclamavano il Pane (Kruch in Croato) ogni volta che avevano fame. 
Ben diversa era la sorte dei 600 mila prigionieri italiani catturati dagli imperiali. Lo stato italiano si rifiutò di mandare al Austria le necessarie forniture di viveri, vestiario e medicine destinate ai prigionieri italiani. 
Considerato che l'esercito Austriaco sul fronte italiano, superava di poco i 700 mila uomini, si deduce che l'Austria avesse un altro esercito di prigionieri da mantenere. 
Nella condizione nella quale si trovava l'Impero non se lo poteva certo permettere. Oltremodo era qualcosa di profondamente vigliacco ed ingiusto.
Per lo stato italiano chi cadeva nella mani del nemico era come se fosse morto, di certo non se ne sarebbe più occupato . Ogni soldato italiano fatto prigioniero dal nemico, era abbandonato al suo destino. 
Tutto questo fu reso palese tra le truppe, alle quali venivano descritte come infernali le prigioni Austriache. L'intento era quello di distogliere i soldati dal pensiero di arrendersi. 
Era parte di una strategia, di una serie di provvedimenti atti a sfruttare anche il terrore provato dai soldati. 
Uno di questi provvedimenti ordinava ai carabinieri ( che stavano dietro la prima linea delle trincee) di uccidere qualsiasi soldato che durante un attacco alla baionetta fosse tornato indietro o si fosse fermato. 
Inoltre la decisione di non inviare viveri ai prigionieri, caricava il nemico di un notevole peso, visto il numero esagerato di prigionieri italiani detenuti dagli austriaci. 
Naturale capire che i prigionieri italiani furono un ulteriore peso per l'austria che dovette mantenerli. 
Nel solo campo di Sigmundsherberg il 18 /11/1917 erano rinchiusi oltre 180.000 prigionieri italiani, equivalenti ad una intera città, per esempio la mia Parma 
Quanto denaro, quanto lavoro, quante risorse occorrevano ogni giorno per mantenere in vita tutta quella gente, che nella buona sostanza erano nemici ? 
Eppure il governo Austriaco se ne fece carico, al posto dello stato maggiore di sonnino e compagni di merende. 
Lo stato maggiore Austriaco avrebbe potuto lasciarli morire tutti, di fame, di freddo, di malattie, avrebbe potuto lasciarli morire nei loro escrementi , senza acqua per lavarsi, ne letti dove riposare, ne vestit per coprirsi. 
Gli Austriaci avrebbero potuto facilmente lasciare morire tutti quei parassiti, con piena soddisfazione visto il tradimento italiano ed il perfido comportamento. Avrebbero potuto vendicarsi su quei poveri sventurati, ma non lo fecero, li nutrirono, li coprirono, gli diedero acqua e servizi, li riscaldarono. Anche se sicuramente il governo italiano non lo meritava, quelle poveri genti non ne avevano colpa e vennero tenuti in vita nonostante tutto.
Tuttavia quando a Vienna le provviste di viveri, medicine, vestiario, a causa del blocco alleato iniziarono a scarseggiare, i prigionieri italiani furono i primi a risentirne. 
Da quel novembre del 1917, passò un altro anno di guerra ed i prigionieri superarono di gran lunga i 700 mila, non si conosce il numero preciso, ma ciò che si sa è che i prigionieri italiani a fine guerra erano molto più numerosi dei soldati austriaci. 
Una moltitudine impossibile da nutrire adeguatamente, perchè ormai non c'erano più risorse nemmeno per i soldati austriaci, così 100 mila prigionieri morirono a causa della sopraggiunta penuria di beni e di medicinali . Ma quei poveri soldati morirono a causa del rifiuto dello stato italiano di farsene carico. Per gli altri 500 mila soldati che vissero grazie alla pietà degli Austriaci, i quali si tolsero letteralmente il pane dalla bocca per non farli morire, il ritorno in italia fu lungo e difficile. 
Salvati e tenuti in vita dal nemico, oltre mezzo milione di soldati rientrarono a casa dopo due anni di prigionia, ma sorpresa ..... Furono tutti fermati appena rimpatriati e trattati come disertori. 
Pena la fucilazione immediata, mezzo milione di ex soldati, furono tenuti per mesi in circa 50 campi di concentramento italiani peggiori di quelli austriaci. La guerra era finita per tutti, ma non per loro
Genti che finita la guerra erano ormai a pochi km da casa, dai figli, dalle mogli, dai genitori, furono fatti di nuovo prigionieri per controllare le identità ed accertare eventuali crimini di diserzione. La guerra era finita, ma quei poveri ragazzi erano prigionieri del loro esercito e potevano essere fucilati dal loro compagni
Mezzo milione di soldati che avevano servito la patria, vennero tenuti per mesi nei campi di concentramento in italia, rinchiusi col filo spinato e sorvegliati dai reparti dei carabinieri. Tutti colpevoli di presunta diserzione, salvo prova contraria da accertare. 

Sempre il solito vizio della giustizia italiana : Se sei indagato, per un dubbio di un magistrato, anche senza prove reali,  sei colpevole fino a prova contraria. Non sei considerato innocente fino a prova contraria. Nella sostanza sei Tu che devi provare la tua innocenza, non sono i magistrati a dover provare la tua colpevolezza, prima di arrestarti. 

Quanti morirono di fame , maltrattamenti, epidemie, non è ancora stato accertato, visto che questa vergogna è stata a lungo nascosta. 
Quanti tornarono ? Quanti furono fucilati come disertori ? Quanti morirono dopo poco ? Nessuno oggi lo sa dire. 

Quanti famigliari, di quei soldati imprigionati che non sono tornati sanno la verità ? Chi ha detto loro che il loro caro è morto a guerra finita in un campo di concentramento italiano ??
Quelle genti furono prima dimenticate, poi umiliate e maltrattate da chi avevano servito. 

La guerra era finita ma qualcuno pensava di avere combattuto dalla parte sbagliata. 
Un altro vergognoso capitolo della nostra storia italiana. 

Un documento rende bene l'idea del flusso di arrivo di queste povere genti nella provincia di Reggio Emilia. Il documento, datato 26 Novembre 1918, scritto dal prefetto Boniburini di Reggio Emilia dice: “Mentre non sono ancora sistemati circa 15 mila prigionieri liberati, assegnati al settore di Correggio e arrivati senza alcun preavviso e mentre se ne attendono 20 mila nel settore di Reggio, stanno arrivando da ieri mattina pure senza preavviso nei campi di concentramento di Mirandola, di Reggiolo, di Rolo, di Fabbrico, altre decine di migliaia di uomini, come faremo a far fronte a questa invasione  
Responsabili di questo immane crimine : vittorio emanuele 3°, governo salandra, ministro esteri sonnino, generale cadorna, generale diaz e lo stato maggiore del esercito italiano


www.booksprintedizioni.it  / eroi o criminali / Giovanni Consigli







History do not know.

From the book "Eroi o Criminali?" of Booksprint Editions. Author Giovanni Consigli

Austria's Emperor Charles 1 ° of Hapsburg, between 1917 and 1918 saved 600,000 Italians forgot from their State. They were taken prisoners and sentenced by their army as deserters. When the war ended, the poor boys started home, but a terrible surprise at the frontier was waiting for them ... enemies and fellow fighters had changed their roles.


The figures of the Italian sacrifice in the Great War speak of more than 650 000 deaths and more than 400,000 maimed. 
You never hear of 600,000 Italian prisoners in the hands of the Austrians, because this fact hides another Italian shame. 
Although the war was terrible and fierce, international agreements provided that each nation should ensure maintenance of its captive soldiers opponents. 
So the Germans supplied the French for the sustenance of its soldiers killed prisoners and so did the French with the Germans. Austria also supplied with food, clothing, medicine and money Italy for the maintenance and care of its prisoners captured by the Italians. 
The Austrian prisoners soldiers knew, claimed the Bread (Kruch) whenever they were hungry. 
Quite different was the fate of the 600,000 Italian prisoners captured by the imperial. 
The Italian state refused to send to Austria the necessary supplies of food, clothing and medicine intended for Italian prisoners. Considering that the Austrian army on the Italian front, was just over 700,000 men, it follows that Austria had another army of prisoners to maintain. In the condition in which he was the Empire if they could hardly afford. That was something profoundly cowardly and unjust. 
For the Italian state who fell into the hands of the enemy was as if he were dead, certainly not when it would be more busy. Every Italian soldier taken prisoner by the enemy, he was abandoned to its fate. 
All this was made manifest among the troops, which were described as hellish the Austrian prisons. The intent was to distract the soldiers from the thought of giving up. It was part of a strategy, a series of measures to also exploit the terror felt by the soldiers. 
One of these measures would order the police (who were behind the first line of trenches) to kill any soldier during a bayonet attack had been turned back or had stopped. 
Furthermore, the decision not to send food to the prisoners, loaded the enemy of a considerable weight, given the disproportionate number of Italian prisoners held by the Austrians. 
Natural understand that the Italian prisoners were an additional burden to the Austria that had to maintain them. 
In the only field Sigmundsherberg 18/11/1917 were locked over 180,000 Italian prisoners, an entire city. 
How much money, how much work, how many resources were needed every day to keep alive all those people who in essence were enemies? 
Yet the Austrian government if it took charge, instead of the general staff of sonnino and fellow snacks. 
The Austrians could have let them all die of hunger, cold, disease, could have let them die in their droppings, no water to wash, he beds to rest, she dresses to cover himself. 
But they did not, fed them, and covered them, they gave him water and services, warmed them, although certainly the Italian Government did not deserve. 
However when in Vienna supplies of food, medicine, clothing, began to run low, the Italian prisoners were the first to be affected. 
Since that November of 1917, passed another year of war and prisoners passed by far the 700,000, you do not know the precise number, but what is known is that the Italian at the end of the war prisoners were much more numerous than the Austrian soldiers . 
A multitude impossible to adequately nourish, because now there were no more resources even for Austrian soldiers, so 100,000 prisoners died because of the refusal to take charge of the Italian state. 
For the other 500,000 soldiers who lived through the mercy of the Austrians, who literally took away the bread from the mouth not to make them die, returning to Italy it was long and difficult. 
They were stopped as soon repatriated and treated as deserters. 
On pain of immediate execution, half a million former soldiers, were kept for months in about 50 Italian concentration camps worse than Austrians. 
People who were already at home, were made prisoners again to check the identities and determine whether any crimes of desertion. 
Half a million soldiers who had served their country, were kept months in concentration camps in Italy, locked up with barbed wire and guarded by the police departments. 
Many died of starvation, mistreatment, epidemics, has not yet been ascertained, since this shame has long been hidden. 
Those who returned, many were shot as deserters? or they died shortly after? No one can say. 
Those people were forgotten first, then humiliated and mistreated by those who had served. The war was over but someone thought he had fought on the wrong side. Another shameful chapter in our history.
A document gives a good idea of the arrival flow of these poor people in the province of Reggio Emilia. 
The document, dated November 26, 1918, written by the prefect of Reggio Emilia Boniburini says: "While they are not yet settled about 15 thousand prisoners released, assigned to Correggio sector and arrived without warning and while they await 20000 in Reggio industry , are coming since yesterday morning as well without notice in the concentration camps of Mirandola, Reggiolo, Rolo, Fabbrico, tens of thousands of men, how will we deal with this invasion
Responsible for this terrible crime: vittorio emanuele 3rd, salandra government sonnino Foreign Minister, general cadorna, general diaz and the general staff of the italian army

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Addis Abeba 1937 : inferno per 30.000 anime - Addis Abeba 1937: hell for 30,000 souls

Quando il lupo si tolse la maschera dell'Agnello

When the wolf took off the mask of the Lamb



Tratto dai Libri :
"Eroi o Criminali? " Booksprint Edizioni. Autore Giovanni Consigli
e
"Italiani Brava Gente ?" Edizioni Neri Pozza. Autore Angelo Del Boca

From the Books : "
Eroi o Criminali?" Booksprint Editions. Author Giovanni Consigli
and
Italiani Brava Gente ? Neri Pozza Editions. Author Angelo Del Boca

Addis Abeba 19 febbraio 1937 

in seguito a un attentato al vicere d'Etiopia maresciallo rodolfo graziani, alcune migliaia di coloni italiani, civili e militari, uscivano dalle loro case e dalle loro caserme, dando inizio alla più furiosa e sanguinosa caccia al nero che il continente africano avesse mai visto. 
Armati di randelli, di mazze, di spranghe, abbattevano chiunque, uomo, donna, vecchio o bambino, incontravano sul loro cammino, nella sventurata citta di Addis Abeba. 
Poiché era stabilito che la strage durasse tre giorni e l'uso dei randelli diveniva faticoso, già dal 2° giorno si passò a metodi più sbrigativi ed efficaci. Il più praticato era quello di gettare benzina sulle capanne ed incendiarle con una bomba a mano, in modo che il fuoco eliminasse proprio tutti gli occupanti, intere famiglie. 
Anche se non fu possibile stilare un bilancio della strage consumatasi dal 19 al 21 febbraio, si parla di 30.000 persone trucidate. 
Le migliaia di militari e civili italiani che hanno partecipato alla strage di tanti innocenti che nulla avevano a che fare con gli attentatori, non hanno mai pagato con un ora di prigione per i loro crimini. Anzi sono stati al contrario premiati. 
Dopo l'estenuante mattanza, tutta quella brava gente è tornata alle loro case ( anche se quella non era proprio la loro terra), alle loro caserme, come se nulla fosse accaduto. Chi aveva famiglia, ha continuato senza rimorsi a gestire i propri affari, ad accarezzare i loro bambini, a fare l'amore, senza portare alcun peso del massacro di innocenti appena commesso. Come se quella mattanza fosse stata l'atto più ammirevole. 
Il massacro di Addis Abeba è solo uno dei tantissimi episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. Stragi compiute da gente comune, nemmeno particolarmente fanatica, ne addestrata alle liquidazioni di massa. 
Numerosi, specialmente tra graduati ed ufficiali, coloro che si sono vantati degli atti di ferocia compiuti fornendo particolari agghiaccianti, come quel ufficiale che raccontò che per illuminare le strade buie si legavano  gli schifosi ribelli agli alberi e si dava loro fuoco. Bastava avere un palo o un albero, un fiasco di benzina ed un cerino per avere la luce a lungo
Quello fu uno dei innumerevoli episodi di crudele colonialismo italiano, crimini immani rimasti sconosciuti e ben nascosti. 
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Addis Ababa, February 19, 1937


following an attack on the Viceroy of Ethiopia Marshal Rodolfo Graziani, several thousand Italians, civil and military settlers out of their homes and their barracks, beginning the most furious and bloody hunt black that the African continent had ever seen .
Armed with clubs, sticks, iron bars, striking down anyone, man, woman, old man or child, met in their path, in the unfortunate city of Addis Ababa.
Since it was established that the massacre lasted three days, use the clubs had become tiring, so early as Day 2 went to more expeditious and effective methods. The most practiced was to throw fuel on the house (Tucul) and set fire to everything with a hand grenade, so that the fire would eliminate all its occupants, whole families.
Although it was not possible to draw up a balance sheet of the massacre continued February 19 to 21, there is talk of 30,000 people murdered.
The thousands of Italian soldiers and civilians who participated in the massacre of so many innocent people who had nothing to do with the terrorists, they have never paid with a time in prison for their crimes. Indeed they were honored.
After the exhausting massacre, all those good people have returned to their homes (even if that was not really their land), to their barracks, as if nothing had happened. The family man, he continued remorselessly to manage their own affairs, to caress their children, to make love, without carrying any weight just committed the massacre of innocents. As if the massacre had been the most admirable act.
The massacre in Addis Ababa is just one of many episodes in which Italians have been capable of unspeakable cruelty. Massacres committed by ordinary people, even particularly fanatical, he trained in mass liquidations.
Many, especially among graduates and officers, those who boasted of ferocity acts giving details chilling, like the officer who told him that to light the dark streets were tied to trees the lousy rebels and gave them fire. It was enough to have a pole or a tree, a bottle of gasoline and a match for the light long
That was one of the countless episodes of Italian colonialism cruel, appalling crimes remained unknown and well hidden.
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La mattanza dei 30,000 civili di Addis Abeba era solo l'inizio. Anche se 30 mila vittime è ancora una stima molto ottimista degli assassinati, Quello fu soltanto l'inizio di una repressione senza eguali. Graziani ristabilitosi, riprese il comando delle operazioni ed affinò ancor meglio la strategia repressiva. D'accordo con gli alti vertici, si stabilì che l'attentato era avvenuto come un complotto a largo raggio che coinvolgeva civili, studenti, religiosi e perciò tutti i 4000 arrestati ( scampati al massacro perchè catturati dopo il 21 febbraio ) vennero passati per le armi con perentorio ordine di mussolini del 27 febbraio. Ma graziani che avrebbe voluto radere al suolo Addis Abeba, iniziò il radicale repulisti. La prima mossa fu quella di far arrestare e fucilare un cinquantina di funzionari, poi fece arrestare circa 400 persone tra notabili, laureati ed aristocratici deportandoli nel carcere della morte di Nocra. Liberatosi delle possibili guide della resistenza, si concentrò sul resto della popolazione. Graziani emise un ordine di arresto per una lista di cittadini che comprendeva : cantastorie, indovini, stregoni, eremiti . Furono arrestate e uccise migliaia di persone, pensiamo che solo i carabinieri al comando di azolino hazon contano nei loro archivi ben 2509 esecuzioni di civili da febbraio a marzo 1937. 
 Ma la mattanza, non si fermo nemmeno ora. Non sapremo mai quanti Etiopi sono stati uccisi e torturati da militari e civili italiani in quel mese. Ma gli orrori non erano ancora terminati, perchè il nuovo bersaglio degli invasori ora diveniva il Clero Cristiano Copto. Venne individuata la grande città convento di Debra Libanos, come possibile rifugio di ribelli e luogo di trame. 
 Una lezione esemplare doveva essere impartita al clero e graziani incaricò pietro maletti di occuparsi della faccenda. Il militare maletti voleva certamente essere ricordato come degno ufficiale del vicere graziani. 
maletti partì per Debra Libanos il 6 maggio del 1937 con l'intento di seminare il terrore nella regione del Mens che doveva attraversare. Il suo diligente resoconto ci racconta che lungo il viaggio per arrivare alla destinazione aveva incendiato 115.422 tucul ( case Etiopi), 3 chiese, un convento con dentro tutti i monaci, e fucilato 2.523 indigeni Arbegnuoc. 
maletti seminò un simile terrore che tutte le chiese ed i villaggi si svuotarono ed i preti si diedero alla macchia come tutta la popolazione. Animali e beni vennero trascinati via e nascosti nelle gole, nelle grotte ed in ogni luogo lontano dalle strade. 
Il 19 maggio, dopo 13 giorni di massacri, maletti arrivava a destinazione e circondava Debra Libanos. Il complesso comprendeva due chiese circondate da un migliaio di Tucul abitati da monaci, preti, diaconi, studenti e suore. Un vero paese spirituale con tanto di cimitero monumentale. 
Ultimata l'occupazione della città conventuale maletti aspetto disposizioni. graziani gli ordinò di trovare un luogo nascosto e sicuro dove poter organizzare una grande fossa comune e di passare per le armi tutti i monaci. 
Il 21 maggio 1937 maletti trasportava con diversi camion 320 monaci e diaconi nella zona dove era stata scavata una grande fossa e li vennero fucilati e sepolti. Graziani era comunque convinto che Debra Libanos fosse un covo di briganti e che anche gli studenti, i pellegrini, le suore fossero in qualche modo legati al suo attentato. Una spinta a decidere l'eccidio totale gliela diede un aristocratico collaborazionista, (che sicuramente mirava ad appoggiare gli italiani con mire di potere) tale hailu tecla haimanot che affermò che con sicurezza tutti erano complici del attentato e che quindi tutti dovevano essere giustiziati. graziani non ci pensò due volte ed inviò il seguente ordine a maletti “confermata la responsabilità totale di Debra Libanos, ordino di passare immediatamente per le armi tutti i diaconi assicurandosi la liquidazione completa”. 
 Maletti fece quindi scavare due grandi fosse nelle quali finirono tutti i restanti abitanti della città convenntuale, comprese le suore ed i giovanissimi studenti. Un massacro che graziani quantificava nel suo comunicato a mussolini in 449 giustiziati, ma nella realtà erano molti di più . Probabilmente furono uccisi anche pellegrini, rifugiati e abitanti di altri monasteri vicini . Ricerche accurate portarono il numero delle vittime all'assurdo numero di 2033.
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The slaughter of 30,000 civilians in Addis Ababa was only the beginning. Although 30,000 victims is still a very optimistic estimate of the murdered, That was only the beginning of an unprecedented crackdown. Graziani resumed command of operations and honed even better the repressive strategy. Agree with senior leaders, it was determined that the attack had taken place as a wide-ranging conspiracy that involved civilians, students, religious and therefore all 4,000 arrested (who escaped the massacre because captured after February 21) were passed through the weapons with peremptory order of Mussolini on 27 February. But graziani he wanted to raze Addis Ababa, began the radical clean-up exercise. The first move was to stop and shoot a fifty officers, then had him arrested about 400 people including dignitaries, aristocrats graduates and deporting them in the prison of Nocra death. Freed of the possible leaders of the resistance, he focused on the rest of the population. Graziani issued an arrest warrant for a list of citizens which included: story-tellers, soothsayers, sorcerers, hermits. Were arrested and killed thousands of people, we think that only the police under the command of azolino Hazon count in their well archives 2509 execution of civilians from February to March 1937.
 But the slaughter, was not stopped even now. We will never know how many Ethiopians have been killed and tortured by the military and Italian civilians in that month. The horrors were not yet completed, because the new target of the invaders now became the Coptic Christian Clergy. It was spotted the big city convent of Debra Libanos, as a possible refuge for rebels and location of plots.
 A lesson had to be exemplary imparted to the clergy and graziani commissioned Pietro Maletti to take care of the matter. The military Maletti certainly wanted to be remembered as an official worthy of Viceroy Graziani.
Maletti left for Debra Libanos May 6, 1937 with the intent to sow terror in the Mens region had to cross. His diligent report tells us that along the journey to get to the destination had burned 115,422 tukul (houses Ethiopians), 3 churches, a convent with all the monks inside, and shot 2,523 Arbegnuoc natives.
Maletti sowed such terror that all churches and villages were emptied and the priests went into hiding as the whole population. Animals and goods were carried away and hidden in the gorges, in caves and in any place away from the streets.
On May 19, after 13 days of massacres, Maletti arrived at the destination and surrounding Debre Libanos. The complex included two churches surrounded by a thousand Tucul inhabited by monks, priests, deacons, nuns and students. A true spiritual town with lots of monumental cemetery.
Completed the occupation of the monastery city Maletti appearance provisions. graziani ordered him to find a hidden and safe place where you can organize a large mass grave and to pass for all the monks weapons.
The May 21, 1937 Maletti with several trucks carrying 320 monks and deacons in the area where a large hole had been dug, and they were shot and buried them. Graziani was still convinced that Debra Libanos was a den of thieves, and even students, pilgrims, the nuns were somehow related to his attack. A push to decide the total massacre gave him an aristocrat collaborator, (which surely aimed to support Italians with goals of power) that Hailu tecla Haimanot who said that everyone was safely accomplices of the attack and that therefore everyone had to be executed. graziani did not think twice and sent the following order to Maletti "confirmed the total responsibility of Debra Libanos, order you to immediately switch to the weapons all deacons ensuring the complete liquidation."
 Maletti then dug two large pits where they ended all remaining inhabitants of convenntuale city, including nuns and young students. A massacre that graziani quantified in its release to Mussolini executed in 449, but in reality there were many more. They were probably also killed pilgrims, refugees and residents of other nearby monasteries. careful research brought the number of victims to the absurd number of 2033.
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Il Lupo si era tolto la maschera del agnello, i bravi soldati figli di famiglie per bene, rampolli di buona famiglia, bravi coloni e padri di famiglia, mostravano il loro vero volto. Le 50.000 vittime della rappresaglia italiana in Corno d'Africa per l'attentato a graziani sono una insignificante parte di una vasta campagna di sterminio sistematico, di pulizia etnica, operata del bravo lupo italico su 15 regioni del pianeta..

Come finì ? .... beh, il lupo fu finalmente cacciato dal Corno d'Africa, costretto a ritirarsi nella sua tana ed infine ...... "liberato"   
.... liberato .... da chi e da cosa fu liberato ???.....
..... mahh non saprei dirlo .... la storia dice questo ..... liberato.. forse da se stesso ? Altra spiegazione non è comprensibile.



Post tratto dal libro "Eroi o Criminali?" di Booksprint Edizioni. Autore Giovanni Consigli.
www.booksprintedizioni.it / Eroi o Criminali 
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The wolf had taken off the mask of the lamb, the good soldiers, children of good families,  tender offspring of fathers, good farmers and family men, showed their true colors. 
the more of 50,000 victims of the Italian reprisals in the Horn of Africa for the bombing attack of the student, are an insignificant part of a vast campaign of systematic murder, ethnic cleansing, carried by the good wolf italics on 15 regions of the planet ..

How did it end? .... Well, the wolf was finally driven off from the Horn of Africa, forced to retreat into his hole and finally ...... "liberated"
.... .... Freed by whom and on what was released ??? .....
Bahh ..... I can not say .... the story says this ..... freed .. maybe from himself ? 
Another explanation is not understandable.


From the Book "Eroi o Criminali?" Booksprint Editions.  Author Giovanni Consigli

www.booksprintedizioni.it  / Eroi o Criminali / Giovanni Consigli

Saturday, January 7, 2017

Honesty It's all we need - Onestà, ciò di cui tutti abbiamo bisogno

Vivere in un mondo Onesto dipende molto da noi.

Dipende da noi avere opinioni oneste
Dipende da noi analizzare in modo onesto
Dipende da noi vivere in modo onesto
Dipende da ognuno di noi fare trionfare l'Onestà ed il vivere giusto, al posto di ingiustizia e ingannno
Come fare ?
(1) Applica sempre senso della giustizia, buoni sentimenti, compassione, fratellanza.
(2) Lascia lontano da te, Appartenenze, bandiere, preconcetti, divisioni

Honest living in a world, is very dependent on us.



It depends on us to have honest opinions
It depends on us to analyze honestly
It depends on us to live honestly
It depends on each of us, make to triumph Honesty and the right living, instead of injustice and deception
How to do ?
(1) Always apply a sense of justice, good feelings, compassion, brotherhood.
(2) Push away from you, Memberships, flags, prejudices, divisions

Monday, January 2, 2017

Azione e Reazione - Action and Reaction

Le due facce del Terrorismo 

Entrambe sbagliate ... ma .. qualcosa dobbiamo comprendere 



Senza Azione Criminale non esisterebbe la Reazione
Una Azione mille volte più grave della reazione

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The two faces of Terrorism

both wrong ... But .. something we must to understand


without criminal action would not exist the Reaction
We consider that the Action is thousand times more severe then reaction



La distruzione sistematica delle città in tutto il medioriente sono Azioni di Terrorismo e gli attentati terroristici in Europa ed in Turchia, ne sono la reazione, ossia la conseguenza.
Distinguere Azione da Reazione non è difficile, ma oggi sembra l'impresa più ardua. 
Condannare la distruzione di città e lo sterminio di civili non è difficile, ma oggi come ieri sembra essere impossibile da comprendere
Finché esisteranno azioni militari russe, americane, inglesi, francesi , turche, e siriane delle milizie di assad che distruggono questo paese per spartirsene il controllo .... beh possiamo aspettarci che le azioni terroristiche continueranno ed anzi aumenteranno. 
NON SI PORTA LA PACE CON LA GUERRA  - Bombardare città non significa liberare, ma imporre il dominio con la forza
NON si va ad uccidere genti in altri paesi, con la scusa di portare pace e invece cercando di controllare paesi altrui.
hollande ha appena annunciato che andrà a bombardare l'Iraq per combattere il terrorismo .... bene, bravo, complimenti..... possiamo aspettarci altri attentati in Francia.... idiota... lui e chi gli crede .
Il grande Gino Strada ( Emergency) a riguardo degli attentati terroristici disse : " soltanto degli idioti, possono pensare di andare a bombardare ed ammazzare civili in giro per il mondo.... e pensare che questo fatto non abbia conseguenze tragiche  anche in Europa..
Possiamo capire il senso elementare di queste parole ???????
Mi sembra di capire invece che concetti così elementari siano lungi dal essere compresi da un mondo attuale, incapace di capire e vedere, accecato da ciò che odono le orecchie ... disinformazione .


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The systematic destruction of cities across the Middle East are true Terrorism and terrorist attacks in Europe and in Turkey, are the reaction, the consequence.
Action to distinguish Reaction is not difficult, but today seems the most difficult task.
Condemning the destruction of cities and the killing of civilians is not difficult, but today as yesterday seems to be impossible to comprehend
Long as there are military actions by Russian, American, British, French, Turkish, and Syrian militias Assad that destroy this country for control .... well , we can expect that terrorist actions will continue and even increase.
DO NOT PRETEND TO BRING PEACE WITH THE WAR. Bombarding the city does not mean set them free, but to impose the rule by force
NOT going to kill people in other countries, under the pretext of bringing peace and instead trying to control other people's countries.
hollande has just announced that it will bomb Iraq to fight terrorism .... well, bravo, congratulations ..... we can expect more attacks in France .... idiot.
The great Gino Strada (Emergency) about the terrorist attacks said, "only fools can think about going to bomb and kill civilians all over the world .... and think that this fact has no tragic consequences here too..
We can understand the basic sense of these words ???????
I understand however that such basic concepts are far from being understood by a modern world, unable to understand and see, blinded by what his ears hear ... misinformation.



Video Rights :
Music written by Bruce Springsteen
Words written by Giovanni Consigli (Mahal)
Singer : Mahal
video and images : Giovanni Consigli